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Ardissino ha lasciato «Cigliano Futura» ma non il Consiglio

E’ il secondo addio

Ardissino ha lasciato «Cigliano Futura» ma non il Consiglio

Nuove scosse politiche scuotono la stabilità della maggioranza del sindaco Giorgio Testore. A poche settimane dalle dimissioni di Maurizio Regis, ex vicesindaco e consigliere di maggioranza, arrivano anche quelle di Erminia Ardissino. A differenza del primo, lei resterà in consiglio facendo gruppo a sé. È il secondo divorzio per la squadra di Testore.

Il programma culturale e le prime frizioni

Ardissino ha motivato così la scelta: «Sono entrata nella lista civica Cigliano Futura perché in fase pre-elettorale è stato elaborato un serio programma secondo principi democratici in cui ciascuno aveva diritto di portare il proprio contributo e le decisioni erano frutto di una attenta discussione. Dopo l’insediamento dell’attuale amministrazione e al rientro da un incarico l’Università di Harvard mi sono messa al lavoro sul programma culturale (il solo nel quale potessi dare un contributo significativo dopo cinquant’anni passati nell’ambito formativo e culturale). Ho organizzato le conferenze di Cottarelli, Costa, Frascarelli e Castellani, e l’evento culturale su Iolanda di Savoia (il tutto è costato al comune meno di 1550€). Ho poi collaborato a organizzare conferenze per l’Università popolare.

L’episodio di intolleranza e l’esclusione

Ma a fronte dell’apprezzamento dei numerosi partecipanti, ho presto percepito una certa ostilità, che è degenerata in occasione di una riunione sulla possibilità, da me contrastata, di ospitare a Cigliano 12 donne sotto minaccia. Volendo intervenire per dire che i femminicidi in Italia hanno una radice storico-culturale, sono stata zittita senza che il sindaco, che presiedeva, contrastasse tale violenza verbale. Da quell’episodio la situazione è andata peggiorando, fino alla mia totale esclusione dalle iniziative culturali di questa estate (che ho appreso solo a programma stilato).

L’addio a Cigliano Futura

Rifiutando ogni forma di intolleranza e di emarginazione, non condividendo le scelte dell’ultimo periodo e il modo con cui sono state fatte, esco da Cigliano Futura. Con questo gesto intendo ribadire l’importanza della democrazia come strumento di valorizzazione di ogni persona. A questo proposito, considero fondamentali le parole di Saragat rivolte alla Costituente nel 1946, offerte proprio in questi giorni tra le tracce della maturità: “Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano. Ricordatevi che la democrazia […] è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo. Dove questi rapporti sono umani, la democrazia esiste; dove sono inumani, essa non è che la maschera di una nuova tirannide.” Consiglio tutti, particolarmente i componenti di Cigliano Futura, di leggere il testo integrale del discorso citato. Quella interpretata da Saragat è la politica in cui credo e per la quale mi sono impegnata a Cigliano, per cui continuerò a lavorare come consigliera: “La democrazia è soprattutto un problema di rapporti fra esseri umani».