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Bufera in Consiglio comunale per il «Zitta» alla consigliera: Boggio contro il notiziario di minoranza

Pozzi ridimensiona: «Nessun attacco dal sindaco»

Bufera in Consiglio comunale per il «Zitta» alla consigliera: Boggio contro il notiziario di minoranza
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C’era da aspettarselo che il clima in aula si scaldasse, ma la seduta del Consiglio comunale si è trasformata in un vero e proprio scontro frontale quando sul tavolo delle discussioni è piombato l’ultimo numero del notiziario di minoranza «Progetto Nuova Saluggia». A far esplodere la scintilla è stata la rubrica curata dal direttore Sante Altizio, intitolata senza mezzi termini «ZITTA», in cui si dava voce alla lettera aperta di una cittadina. Nel testo si puntava il dito contro il sindaco Libero Farinelli, accusato di aver azzittito a più riprese e con toni imperiosi l’unica consigliera di minoranza donna, Nicoletta Pozzi.

L’indignazione dell’assessore Federica Boggio

A quel punto l’assessore Federica Boggio non ci ha visto più. Con un tono vibrante e carico di indignazione, ha preso la parola per stroncare quella che ha definito una palese e inaccettabile strumentalizzazione politica. Boggio non ha nascosto la propria rabbia, facendo leva proprio sulla sua identità professionale: «Ecco, siccome è un tema che non solo mi sta molto a cuore, ma è una delle cose di cui mi occupo quasi sempre anche nel mio lavoro, devo dire che leggere quello che è stato pubblicato e quello che ha scritto il vostro direttore, mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca».

Il rifiuto delle strumentalizzazioni e il richiamo al rispetto per le vere vittime

Nel suo appassionato intervento, l’assessore ha ribadito come estrapolare quella parola da un acceso dibattito politico sia una scorrettezza che svilisce anni di battaglie per i diritti: «Scusatemi, ma non ci sta che, se detta da un uomo a una donna, allora sia un attacco alla donna. Scusatemi, perché questo non lo è: se siamo fermi qui, vuol dire che siamo andati indietro di cinquant’anni e che tutto il lavoro che abbiamo fatto come donne e come avvocati non è servito a nulla – Richiamando l’aula alla gravità di certi paragoni, Boggio ha poi proseguito – Lo ripeto, mi ha fatto davvero male leggere queste cose, perché ci porta a parlare addirittura di violenza. Sinceramente, credo che il rispetto per le donne che sono davvero vittime di violenza vada ben oltre e debba essere rispettato».

La posizione di Nicoletta Pozzi e il ridimensionamento del caso

A gettare acqua sul fuoco, spiazzando forse chi si aspettava una spaccatura ancora più profonda, è stata la stessa consigliera Nicoletta Pozzi. Chiamata in causa sia dalla lettera che dal volantino distribuito dal suo gruppo, Pozzi ha preferito ridimensionare l’episodio, dimostrando un certo imbarazzo per l’enfasi data alla vicenda: «Devo dire sinceramente che, se analizzo il singolo caso, io non mi sono sentita attaccata dal sindaco. Sarei scorretta se cavalcassi l’onda e dicessi che nello “stai zitta” mi sono sentita attaccata. Anzi, devo dire di essere anche abbastanza imbarazzata». La consigliera di minoranza ha così chiuso il botta e risposta ammettendo che, per quanto i toni possano talvolta superare le righe, lo scontro rientra nelle dinamiche fisiologiche della dialettica politica: «Il rapporto personale è una cosa, mentre nei contesti politici ritengo che ci siano lo scambio e i momenti di tensione. Poi non la farei più grande di quello che è».