L’atmosfera politica a Torrazza Piemonte si fa tesa in seguito a un episodio che il sindaco Massimo Rozzino e la sua amministrazione definiscono di estrema gravità, preannunciando possibili risvolti legali e amministrativi.
«Diffusi atti prima della pubblicazione: è grave»
Tutto ha inizio martedì 5 maggio, durante una seduta del Consiglio comunale svoltasi in un clima di apparente serenità e rapidità, durata appena diciotto minuti per approvare il rendiconto e una variazione di bilancio. È proprio il sindaco a ricostruire la vicenda: «Martedì 5 maggio si è svolto il consiglio comunale. Unici assenti Luca Palandri e Serena Bucci della maggioranza. Il Consiglio, durante il quale si è approvato il rendiconto e una variazione di bilancio oltre ad altri due punti, è durato in tutto 18 minuti. Nessuna contestazione, nessuna polemica. Poi, chiuso il Consiglio, si decide di far Giunta per andare a ripartire i fondi deliberati durante il Consiglio appena concluso. Proprio in quella riunione di Giunta è stata anche discussa e approvata la riorganizzazione degli uffici e dei servizi, nuova macrostruttura, vale a dire la scelta di scindere l’ufficio finanziario da quello tributario accollandomi io la responsabilità di quest’ultimo, avendo io una laurea in economia ed essendo esperto in tema di tributi. Una scelta tecnica che va a migliorare il lavoro degli uffici senza pesare sul responsabile oggi del finanziario».
Nonostante la natura tecnica del provvedimento, la sua diffusione anticipata ha scatenato la reazione dell’Amministrazione, poiché l’atto è apparso pubblicamente prima ancora del perfezionamento degli uffici e della comunicazione ai sindacati. Rozzino spiega con fermezza: «La cosa grave è quella accaduta giovedì 7 maggio. La consigliera Martina Gavazza esce con un articolo alle 09.41 citando proprio l’atto approvato la sera del 5 maggio ma non ancora pubblicato all’albo pretorio, perciò non ancora pubblico. L’atto infatti viene firmato da me e dal segretario e poi pubblicato solamente alle 11.07. Dunque mi domando come faceva la consigliera Gavazza ad avere il testo più di un’ora prima? Pur di apparire, fare dichiarazioni, ha fatto una cosa gravissima. Perché la legge è molto chiara e prima di fare determinate cose dovrebbe informarsi, studiare, perché ciò che ha fatto questa volta potrebbe avere conseguenze gravi».
Il sindaco cita la norma
Il primo cittadino entra poi nel dettaglio tecnico e normativo della violazione contestata, citando le possibili responsabilità legali. «Il testo cita: “Da parte di un consigliere comunale di atti della giunta non ancora firmati, perfezionati o pubblicati all’albo pretorio può configurare una responsabilità disciplinare, amministrativa o, nei casi più gravi, penale, a seconda delle circostanze e della riservatezza del documento. Sebbene i consiglieri comunali abbiano un ampio diritto di accesso agli atti per l’esercizio del loro mandato, tale diritto non è assoluto e incontra dei limiti, specialmente riguardo ad atti in itinere non definitivi: le proposte di deliberazione non ancora approvate e firmate, che potrebbero essere soggette a modifiche, non dovrebbero essere diffuse, poiché atti non ufficiali. Il diritto di visionare gli atti per controllare l’amministrazione è diverso dal diritto di divulgare atti non ancora pubblici. In sintesi, mentre il consigliere può legittimamente prendere visione di quasi tutti gli atti, la loro diffusione all’esterno (inviandoli a terzi o stampa) prima della pubblicazione ufficiale, specialmente se non ancora firmati, espone il consigliere a responsabilità personali, sia per la violazione del segreto che per la diffusione di dati potenzialmente non ancora definitivi».
Indagini in corso
La vicenda non si concluderà con la semplice denuncia politica, poiché l’Amministrazione ha intenzione di fare piena luce sull’accaduto per vie legali. Massimo Rozzino conclude ribadendo la volontà di procedere: «Di fronte a tutto ciò naturalmente il Comune avvierà un’attività di indagine perché è un dovere dell’ente e potrebbero esserci ben due provvedimenti, uno sicuramente ci sarà. Naturalmente chiederò spiegazioni a Gavazza. Tutto questo comunque è ancora una volta nato per denigrare me e la mia amministrazione».