POLITICA

Due Comuni lasciano il CISS, Castello: «Si sono già pentiti»

Durissime le reazioni del CISA e dei sindaci della Collina: «Non è vero che non funziona, chieda scusa»

Due Comuni lasciano il CISS, Castello: «Si sono già pentiti»
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«Ti posso garantire che la centralità di Chivasso continua a rimanere, e rimane fondamentale, e loro iniziano ad avere i primi colpi di coda. Perché? Perché a livello di grosse disabilità il CISA non è strutturato per ricevere le famiglie che hanno dei ragazzi con delle disabilità grandi e sono in sofferenza, credimi».
Nel suo intervento con i toni del fidanzato lasciato che urla alla sua amata «Non troverai più nessuno come me» (anche se la risposta è spesso «Meno male»), durante l’ultimo Consiglio Comunale il sindaco Claudio Castello è riuscito a scatenare un putiferio che da Palazzo Santa Chiara è arrivato fino a Gassino, sede appunto del CISA - Consorzio Intercomunale Socio Assistenziale.

Due Comuni lasciano il CISS

Causa scatenante la discussione del punto riguardante la già annunciata uscita dal CISS (Consorzio Intercomunale Servizi Sociali) dei Comuni di Castagneto e Casalborgone, che tra poche settimane passeranno al CISA. Un divorzio non certo indolore, ma che fino ad oggi non aveva portato a simili uscite pubbliche.

La sparata di Castello, incalzato dalla minoranza che aveva chiesto lumi sulla sempre meno «centralità» di Chivasso (citando la perdita di Inps e Tribunale), ha ovviamente scatenato una serie di reazioni anche pesanti da parte delle figure coinvolte.

La difesa al Cisa

Prima a replicare, e a difendere l’operato del CISA, la consigliera Clara Marta: «“Perdonali perché non sanno quello che fanno". Sembra questo l'approccio del sindaco Castello e della sua maggioranza rispetto ai sindaci che hanno deciso di passare dal Ciss al Cisa. Ma né Castello né chiunque altro - al di là della ovvia libertà di opinione di ciascuno - si può arrogare giudizi "divini" di sostanziale condanna rispetto a una legittima scelta. La politica non deve assediare le libere scelte dei sindaci. E noi li conosciamo bene questi sindaci - che prima di tutto sono persone - e conosciamo bene la loro competenza e serietà. Un attacco sferrato dal Comune - capofila - Chivasso. Un attacco con l’intento di voler sminuire , denigrare e far passare inefficiente il Consorzio - nemmeno chiamato con il suo nome- al quale dal 1 gennaio 2024 i due Comuni in oggetto, quasi segnati da una "lettera scarlatta" entreranno a farne parte. Della serie: se te ne vai nessuno ti amerà come ti ho amato io. Ciò è molto preoccupante , sleale , infondato e mendace. Il nome del consorzio è CISA. Funziona benissimo, offre servizi socio assistenziali a 360 gradi. Personalmente auspico che quanto successo non comprometta il clima solido di collaborazione tra i due presidenti dei consorzi: Antonio Barillà e Angelo Corrù. Il territorio non ha bisogno di esercizi retorici ma di concretezza, soprattutto se si tratta di fornire servizi per chi ha bisogno. Questa è alta politica, perché è quella che sa farsi carico delle piccole e grandi problematiche quotidiane, senza proclami, giudizi e condanne preventive».

E’ certamente stupito di quanto accaduto in Consiglio a Chivasso anche il presidente del CISA Angelo Corrù, ex sindaco di San Raffaele. «Cosa posso dire? Sono rimasto perplesso da certe affermazioni fatte in Consiglio comunale a Chivasso, soprattutto perché non corrispondono al vero. Noi al Cisa ci occupiamo di servizi sociali per le persone che hanno necessità, non facciamo politica. E devo dire che i rapporti di collaborazione che stiamo portando avanti con il Ciss di Chivasso ed il suo presidente Barillà sono assolutamente positivi e ci permettono di dare delle risposte al territorio. Questo per noi è quello che conta, non le polemiche politiche».

Dura la presa di distanza di Giulia Guazzora, presidente dell’assemblea dei sindaci del CISA e prima cittadina di San Mauro: «Le parole che ho sentito dal Consiglio comunale di Chivasso rappresentato una vera e propria caduta di stile, sono ingenerose e non rispettose dell’operato del nostro Consorzio. Quello che posso dire è che invito l’intero Consiglio chivassese a far visita alle nostre strutture, ai nostri centri, per toccare con mano come funzionano. Le accuse che sono state portate sono gravi, ma quello che posso ancora dire è che le considerazioni fatte mi sono sembrate prima di tutto di “stizza”, per la perdita, all’interno del Ciss di due Comuni».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche le parole di Davide Rosso, sindaco di Rivalba, che dal dal 2003 al 2010 e dal 2015 al 2023 è stato presidente dell’assemblea dei sindaci del Cisa: «Sono stato presidente dell’assemblea dei Sindaci del Cisa per circa 15 anni. Ho lavorato, al pari di tutti gli altri Sindaci, perché questo fosse un Consorzio pronto e attento, efficiente ed efficace. Sensibile e dotato di strutture. Ci abbiamo messo l’anima ed il cuore, e non esagero. Ci siamo lasciati guidare da una figura importante come lo è stato, il compianto dottor Russo, e siamo stati più volte individuati come esempio di Consorzio. Con la direttrice Daniela Calderone ed il presidente Corrù si è proseguito nella stessa direzione, ed orgogliosamente possiamo dire che il Cisa è un Consorzio che funziona. Sapere che durante una seduta del Consiglio Comunale di Chivasso si esprimano dubbi sulle capacità del nostro Consorzio è inaccettabile. Oltretutto dubbi senza nemmeno conoscere la realtà. Ecco, questo fa male, fa veramente male. Non esistono competizioni tra Consorzi, soprattutto in materia Sociale. La logica direbbe, vista la materia trattata, che la cooperazione sia la strada giusta (e fortunatamente tra i due consorzi, CISA e CISS, la cooperazione è la regola). Il Consiglio Comunale di Chivasso o, meglio, alcuni suoi esponenti, ha sentenziato che il CISA non sarebbe all’altezza di fornire servizi alle famiglie di persone con disabilità. Bene, che vengano a vedere, l’invito, senza polemica, è aperto a tutti. Siamo pronti ad un “Porte aperte” per far conoscere, e quindi giudicare, l’operato del nostro Consorzio. Le scuse sarebbero d’obbligo, anche se non cancellerebbero questa brutta pagina di politica. La Politica, quella vera, è attenta alle esigenze della popolazione, non crea contrasti e soprattutto non denigra».

Questo, infine, il commento del sindaco di Castiglione Loris Lovera: «Una buona politica, anzi ancora più fondamentalmente, una buona vita in comunità, soffre se la relazione si basa su pregiudizi, affermazioni apodittiche e poco informate, supposizioni malevole. Abbiamo invece, con dispiacere, potuto vedere ed ascoltare, nello scorso consiglio comunale di Chivasso, le affermazioni di alcuni consiglieri, che hanno sentenziato sulla struttura del nostro Cisa , senza nemmeno conoscerla direttamente. Li invitiamo a visitare il nostro consorzio e il nostro Cst, e magari ascoltare i nostri assistiti sul soddisfacimento dei servizi erogati. Crediamo che sia stata persa una occasione di discussione ragionata, con danno per un territorio che ha bisogno di sapere lavorare insieme e crescere insieme, soprattutto per lo scopo principale dei servizi sociali, quello di essere solidali e al fianco delle persone. Paragonare, sentenziare, creare contrapposizione senza motivazione, è il lato peggiore della lotta politica».

I sindaci di Casalborgone e Castagneto Po

«In merito alla discussione intercorsa nel Consiglio Comunale di Chivasso - chiudono (cercando di nascondere il fastidio) i sindaci Francesco Cavallero e Danilo Borca - i Comuni di Casalborgone e di Castagneto Po alla fine di giugno 2023 hanno presentato richiesta di trasferimento dei servizi sociali dal CISS Chivasso al CISA Gassino e dal primo gennaio 2024 entreranno nel nuovo consorzio. Le amministrazioni hanno valutato con attenzione l’offerta e la qualità dei servizi espressi dal CISA. Attualmente i due Consorzi, stanno collaborando con grande professionalità per garantire il passaggio nei tempi necessari e minimizzare i disagi per le persone nella fase di transizione. Il Consorzio CISA possiede le competenze ed i servizi attivi per la gestione della disabilità sui territori di competenza. Senza entrare nelle competenze di un consiglio comunale che non è il nostro noi ci sentiamo di augurare che con la nostra uscita il CISS abbia una ricaduta positiva ed un miglioramento dei servizi».

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