MONTANARO

Elezioni Montanaro 2024, Ponchia pensa a ricandidarsi

Il decreto del Governo Meloni

Elezioni Montanaro 2024, Ponchia pensa a ricandidarsi
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«Potrei esserci per ricandidarmi alle prossime elezioni comunali» sono queste le parole del sindaco Giovanni Ponchia all’indomani del decreto varato dal Consiglio dei Ministri che fa salire a tre i mandati dei Sindaci dei Comuni dai 5 ai 15 mila abitanti, come Montanaro.

La riforma scuote gli animi

Una notizia che ha scatenato anche malumori fra quelli che stanno preparando le nuove liste e che, forse, finora hanno sperato che un terzo mandato del sindaco in carica fosse scongiurato. Ed è pure una notizia che fa rimescolare le carte in tavola, portando ai cittadini maggiori scelte. Quindi, quando si andrà alle urne l’8 e il 9 giugno, è probabile di poter leggere fra i nomi dei candidati a sindaco di Montanaro quello di Giovanni Ponchia.

Ponchia pensa a ricandidarsi

«Dieci anni di amministrazione sono tanti - riferisce Ponchia - Sono stati due mandati duri, faticosi, ma ricchi di soddisfazioni quelle che rimangono nel cuore. Ci sono stati momenti complicati, in particolare la pandemia è quella che ha assorbito maggiormente energia e tempo. Però, ho iniziato alcuni grandi progetti in questi ultimi anni che vorrei portare a termine. Il bacino di laminazione e il castello sono immensi progetti, molto importanti, che hanno bisogno di continuità». Ancora nulla si può sapere sulla probabile lista al suo fianco. «Se si farà, sarà una lista civica - dice il sindaco Ponchia - Ci eravamo candidati per un impegno unicamente civico, e continueremo a farlo se ci saranno nuove forze. Persone non politiche con la volontà di dedicarsi ad un paese che vuole crescere, Montanaro. C’è ancora tanto da lavorare ma, se ci guardiamo indietro, possiamo dire di avere fatto grandi progressi rispetto al passato. Quando ci siamo insediati per la prima volta nel Comune di Montanaro, dieci anni fa, ci siamo trovati di fronte ad una grande sfida che poi abbiamo vinto, e cioè la salvaguardia di un paese che avrebbe potuto accogliere una grande discarica alla quale invece oggi si è sostituita una coltivazione intensiva di noci all’interno delle cave Ronchi».

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