Clamorosa svolta politica in vista delle imminenti elezioni provinciali di Vercelli, fissate per il prossimo 26 luglio. Per la prima volta, infatti, le tradizionali coalizioni di centrodestra e centrosinistra hanno deciso di unire le forze, scendendo in campo unite sotto le insegne di un’unica lista comune. Questa convergenza inedita ha però sollevato profonde spaccature all’interno del panorama locale, trovando la ferma e netta opposizione di alcune forze politiche e amministrative locali.
L’attacco del sindaco di Cigliano
Tra queste c’è il sindaco di Cigliano, Giorgio Testore che oggi non ha alcuna tessera di partito e guida una civica. Il primo cittadino ciglianese ha voluto esprimere senza filtri il proprio totale dissenso rispetto a questa strategia con parole durissime: «Sono una persona moderata, ma su questa cosa no. Va bene il territorio e i bei discorsi se valessero per tutti e per le amministrazioni pubbliche, ma io trovo che sia un errore non aver fatto una lista diversa. Non sono favorevole ai listoni. La scelta di creare una sola compagine è certamente dettata da una questione di spartizioni di sedie a livello politico. Mi sono chiamato fuori dalla politica e non credo che andrò a votare a queste elezioni provinciali. Firmerò certo la candidatura per il presidente Davide Gilardino perché sta lavorando bene per il territorio e non ha mai fatto differenze tra destra e sinistra, questo glielo riconosco e l’ho già fatto in più occasioni».
Le critiche sui candidati e il territorio escluso
«Una lista unica non è certamente positiva per il PD in primis, così come non trovo positivo il fatto che il PD abbia candidato, per l’ennesima volta, il vicesindaco di Santhià. Non ho nulla contro questa persona, ma non ha senso, così come anche la candidatura del sindaco di Borgo D’Ale, da anni in Provincia. – prosegue il primo cittadino – Ci vorrebbe un ricambio. Inoltre, il nostro territorio è certamente tagliato fuori: nel creare questa lista non sono state guardate le aree geografiche, se non per la Valsesia. Tant’è che per il Comune di Vercelli sono presenti due candidati, quella è una stortura. Sarebbe stato più corretto avere un rappresentante del nostro territorio, magari un esponente del Comune di Crescentino o di Livorno Ferraris». E tra i banchi delle minoranza di Crescentino e Livorno c’è chi la pensa proprio come Testore.
L’opposizione di Crescentino parla di ammucchiata politica
Salvatore Sellaro, capogruppo di opposizione a Crescentino, spiega la scelta di non partecipare al voto: «La legge Delrio sulle elezioni provinciali ha già di per sé espropriato i cittadini del diritto di voto, trasformandoli in sudditi e lasciando la scelta solo a sindaci e consiglieri. Ma questa legge non prevedeva certo ammucchiate politiche o papocchi. A novembre, pseudo dirigenti di destra e alcuni esponenti del PD si sono incontrati di nascosto siglando un accordo per una lista unica senza informare i rispettivi consiglieri e le proprie coalizioni. Appare evidente che il presidente Gilardino stia usando la sua carica con la speranza di una futura candidatura a deputato con FdI. Nel frattempo, il sindaco di Trino, Daniele Pane, si candida alla vicepresidenza della Provincia, pronto a subentrare non appena Gilardino sarà eletto a Roma. In questo modo, Pane si troverebbe a gestire, sia come sindaco che come vertice provinciale, tutta la delicata partita economica legata al nucleare. Mi chiedo quindi quale ruolo reale avranno i due consiglieri del PD finiti in questo listone unico: controlleranno davvero gli appalti, le strade e il territorio, o saranno costretti a guardare impotenti gli altri fare il buono e il cattivo tempo per mancanza di numeri? Se oggi la metà degli italiani si astiene, è perché vede la politica come una discarica a cielo aperto, e questo pastrocchio provinciale ne è la triste conferma. Pertanto, in qualità di consigliere comunale, io non andrò a votare a queste elezioni provinciali. Invito fermamente tutti i consiglieri di sinistra, civici e indipendenti a non sostenere questo accordo che toglie ogni onore e credibilità alla politica».
La delusione della sinistra a Livorno Ferraris
Deluso da questa scelta anche colui che si definisce il «grillino rosso», cioè il consigliere di opposizione a Livorno, Antonio Tamburelli: «Il Pd provinciale vale zero e glielo ho anche detto chiaramente, ad esempio quando si sono schierati a favore della privatizzazione dell’acqua. Di fronte a questo scenario, la mia decisione è quella di non andare a votare: questa scelta del Pd grida vendetta. Ognuno avrebbe dovuto presentare la propria lista, accettando anche il rischio di finire in minoranza. Mi chiedo, infatti: quando la Provincia approverà la superstrada Vercelli-Novara, cosa farà la sinistra? Si parla tanto di sviluppo sostenibile, ma qui si pensa solo ad asfaltare. Vorrei inoltre ricordare come anche sulla Tav alla fine fossero tutti d’accordo e nessuno abbia alzato la testa per dire di no. E nel caso del listone della Provincia succede perché si spartiscono le seggiole».