Il Comune di Cigliano ha deciso di ricorrere al TAR del Lazio contro il provvedimento del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) relativo all’impianto fotovoltaico comunale situato in strada Margone.
La Giunta ha votato all’unanimità la scelta di opporsi alla richiesta del GSE, che ha rivisto al ribasso la tariffa incentivante assegnata all’impianto e ha comunicato la necessità di un conguaglio economico che comporterebbe la restituzione di una parte delle somme percepite negli anni.
Fotovoltaico, il Comune ricorre al Tar
«Il GSE, dopo un sopralluogo effettuato nel 2019, ha inviato al Comune una comunicazione lo scorso 10 novembre sostenendo che i dati forniti in passato non fossero corretti e che la tariffa applicata risultasse più alta del 23% rispetto allo spettante» spiega il sindaco Giorgio Testore.
Nel testo delle delibera, la Giunta evidenza che «Il Gse ritiene che l’impianto fotovoltaico di proprietà comunale alimenti unicamente i servizi ausiliari di centrale e i sistemi strettamente connessi alla gestione dello stesso impianto, con ciò derivandone che non può che ritenersi operante in regime di cessione totale dell’energia prodotta». Da qui la richiesta di ricalcolo e restituzione degli importi considerati eccedenti.
Per difendere la tariffa incentivante
Il sindaco ha spiegato la posizione dell’Amministrazione dichiarando: «Come detto, il 10 novembre scorso, il Gse ci ha inviato una comunicazione nella quale sostiene che, sulla base dei dati comunicati nel corso della precedente amministrazione, non fossero corretti e che di conseguenza modificava la tariffa poiché era più elevata del 23 per cento. Nella comunicazione il GSE informava di aver rivisto la tariffa e che era necessario fare il conguaglio, vale a dire che il nostro Comune, stando alla loro volontà, dovrebbe ridare indietro i soldi che loro ci hanno concesso in più. Noi abbiamo verificato i dati comunicati, che erano corretti, e sulla base di ciò abbiamo deciso di fare ricorso al TAR del Lazio».
Al Comune, infatti, il Gse aveva riconosciuto, alla nascita dell’impianto, una tariffa di 0.246 euro al kilowattora mentre ora comunica che di quella somma non possa più riconoscere lo 0.189 euro al kilowattora.
Testore ha ricordato anche l’importanza dell’impianto fotovoltaico per le finanze comunali. Realizzato nel 2011 durante l’amministrazione guidata da Giovanni Corgnati, l’impianto garantisce a Cigliano un introito annuale di circa 600 mila euro, che negli anni ha permesso di mantenere l’addizionale Irpef comunale allo 0,25%, la più bassa della provincia di Vercelli, escludendo il Comune di Saluggia dove è azzerata. «Grazie a questo impianto – ha affermato il sindaco – il nostro Comune riesce a confermare ogni anno la tariffa Irpef dello 0.25 per cento, la più bassa in provincia di Vercelli, perché questo introito di quasi 600mila euro ci permette di non gravare sulle tasche dei cittadini».
Per sostenere il ricorso, la Giunta ha incaricato l’avvocato Eugenio Barrile, con studio a Roma, specializzato nella materia.