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Francesca Bonomo: «Tetto al prezzo dell’energia, bolletta sociale e raddoppio del credito d’imposta»

Intervista alla candidata del Partito Democratico.

Francesca Bonomo: «Tetto al prezzo dell’energia,  bolletta  sociale e  raddoppio del credito d’imposta»
Politica 21 Settembre 2022 ore 09:30

Francesca Bonomo, candidata del Partito Democratico alla Camera dei deputati nel  Collegio plurinominale di Chieri-Moncalieri.

I punti di forza del Pd?
«È indubbio che l’Italia e l’Europa si trovino di fronte ad un bivio epocale. Il 25 settembre le elettrici e gli elettori dovranno scegliere tra due visioni del mondo diametralmente opposte.

Da una parte l’aspirazione a costruire un modello di sviluppo inclusivo, che investe sulle reti di prossimità e di solidarietà, di accoglienza e inclusione, per generare benessere e ridurre le disuguaglianze. Dall’altra, il cinismo di chi cavalca paure e solitudini, aprendo nuove ferite nella nostra società».

 Inflazione e caro energia
«Le nostre proposte immediate e concrete per venire incontro a famiglie ed imprese colpite dal “caro bollette” sono un tetto nazionale per dodici mesi al prezzo dell’energia elettrica, una “bolletta luce sociale”, il raddoppio del credito d’imposta per diminuire i costi delle aziende. Recuperando i soldi anche attraverso la tassazione degli extraprofitti di quelle aziende che hanno guadagnato di più grazie agli aumenti. Ma se si vuole contrastare il “caro energia” nel lungo periodo è bene avviare, da subito, la transizione verde. Investire nell’energia pulita è tre volte strategico. Primo, perché contrasta il cambiamento climatico abbattendo le emissioni di anidride carbonica. Secondo, perché taglia in maniera strutturale il prezzo delle bollette per famiglie e imprese e crea nuovi posti di lavoro, ridando slancio all’intera economia oggi messa in ginocchio anche da un’inflazione tornata a galoppare. Terzo, perché rafforza la nostra sicurezza nazionale, riducendo la dipendenza dall’importazione di fonti fossili dall’estero. La transizione ecologica rappresenta un’occasione per ammodernare l’Italia e reindirizzarne la traiettoria di sviluppo in uno scenario di sostenibilità. Il secondo pilastro è quello della centralità del lavoro, della conoscenza e della giustizia sociale. Le disuguaglianze sono il freno a ogni prospettiva reale di crescita. Ridurre i divari è un imperativo, economico e morale. Il terzo pilastro è quello dei diritti. Diritti nel vero senso della parola: come piena realizzazione delle persone e come costruzione di una società realmente inclusiva. Dal lato fiscale, sosteniamo le attività di artigiani, piccole e medie imprese e professionisti, e proponiamo un pacchetto di ulteriori misure che mettiamo in campo per contrastare i maggiori costi derivanti dalla spinta inflattiva. Per esempio: un’opzione di autoliquidazione mensile delle imposte per partite Iva, autonomi e liberi professionisti e professioniste in alternativa al sistema saldo-acconto e l’estensione della detrazione Irpef del 50% a tutte le tipologie di start-up per le persone under 35. Le flat tax proposte dalle destre sono propaganda elettorale sulla pelle di chi ha meno: avvantaggiano solo i redditi più alti e sottraggono risorse per il welfare. La diminuzione dei servizi negli ospedali e nel welfare di comunità, nell’assistenza agli anziani e ai domiciliati è, in Piemonte, già un fatto evidente: se venissero meno ulteriori risorse la situazione diventerebbe insostenibile.

 Letta ha lanciato l'allarme democratico in caso di vittoria della destra
«La destra rappresenta una minaccia per l’economia, la coesione sociale, l’ambiente. La destra italiana propone una visione oscurantista e isolazionista del Paese, avversa all’Europa, ambigua sull’Euro, negazionista sui cambiamenti climatici, permeabile alla disinformazione e alle interferenze straniere, ostile ai bisogni dei più giovani e ai diritti delle donne, prigioniera della propria propaganda. Per queste ragioni è nata attorno al Pd la lista “Italia Democratica e Progressista”: per chiamare a raccolta tutte le forze democratiche e progressiste, i cittadini e le cittadine che non vogliono arrestare il percorso di ripresa avviato e che vogliono ancorare il Paese all’U.E. e ai suoi valori.

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