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L'ex sindaco escluso dal Pd, Ciuffreda: "La ricandidatura di Castello è inopportuna" I VIDEO

A lui è stato infatti negato il rinnovo della tessera.

Politica Chivasso, 20 Febbraio 2022 ore 12:19

Libero Ciuffreda, ex sindaco di Chivasso, non è più una persona gradita al Partito Democratico di Chivasso. A lui è stato infatti negato il rinnovo della tessera.

L'ex sindaco escluso dal Pd

Libero Ciuffreda, ex sindaco di Chivasso, non è più una persona gradita al Partito Democratico di Chivasso. A lui è stato infatti negato il rinnovo della tessera. A deciderlo la commissione tesseramenti convocata proprio per esaminare il suo caso. Il rifiuto al rinnovo è legato al fatto che Ciuffreda starebbe sostenendo una candidatura avversa a quella portata avanti oggi dal partito, ovvero Claudio Castello. E inoltre lo accusano di aver rilasciato agli organi di stampa dichiarazioni avverse al PD.

E oggi, proprio mentre all'interno della sala del Consiglio di Palazzo Santa Chiara il Pd sta svolgendo il suo Congresso cittadino, Ciuffreda è fuori a manifestare, naturalmente in maniera pacifica, contro questa decisione.  L'ex primo cittadino, tesserato al Pd sin dalla sua nascita, ha deciso di proseguire la sua militanza nel partito e se non potrà farlo con il circolo di Chivasso, lo farà in altri. Ciuffreda, infatti, si tessererà in un'altra realtà perché lui vuole continuare a difendere quegli ideali e portare avanti gli obiettivi che lo spingono ad affermare che Claudio Castello non può esser ricandidato a sindaco di Chivasso.

"La ricandidatura di Castello è inopportuna"

Libero Ciuffreda è un uomo schietto, che non usa mezze parole. E sulla vicenda delle intercettazioni telefoniche tra il primo cittadino di Chivasso e alcuni personaggi che proprio in questi giorni sono stati rinviati a giudizio non nasconde il suo punto di vista. Non lo ha mai fatto. Questo è uno dei punti centrali della videointervista di questa mattina, domenica 20 febbraio. Ciuffreda, infatti, non parla solo della questione del Pd ma anche di 'ndrangheta e della campagna elettorale che vede il centro sinistra spaccato in due.

LA VIDEOINTERVISTA

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