È di pochi giorni fa la nomina, con Decreto sindacale firmato dal sindaco Rosanna Giachello, di Piero Rosa quale collaboratore volontario esterno del sindaco. Figura di spicco del comitato Progetto Verolengo Futura, gruppo da cui è poi nata l’omonima lista che ha vinto le elezioni amministrative, Rosa è dunque a tutti gli effetti un membro dello staff, incaricato dell’organizzazione di eventi culturali, manifestazioni, recupero e mantenimento delle tradizioni locali, sviluppo dell’offerta turistica e religiosa, nonché della valorizzazione e promozione del territorio, come definito nel decreto.
Rosa nello staff del sindaco, scoppia il caso
Sul punto interviene il Gruppo Consiliare di Minoranza «Verolengo per Tutti» con una presa di posizione netta: «Con Decreto sindacale n. 2 del 27 febbraio 2026 il sindaco ha nominato formalmente il Piero Rosa collaboratore volontario esterno. Un ulteriore membro dello staff. La formalizzazione arriva dopo che il nostro gruppo aveva segnalato come discutibile la presenza della persona interessata dietro le scrivanie degli uffici comunali, in assenza di un atto pubblico che ne definisse ruolo, limiti e ambiti di intervento. La collaborazione era stata definita “ufficiosa”. Ora viene regolarizzata. È quindi legittimo chiedersi: a quale titolo si operasse negli uffici prima della formalizzazione; chi ne autorizzasse l’accesso; quali fossero le mansioni concretamente svolte; e quali garanzie fossero state predisposte a tutela della riservatezza dei dati trattati negli uffici comunali, che riguardano cittadini, imprese e atti amministrativi. La tutela della privacy e la tracciabilità degli accessi non sono aspetti secondari, ma presupposti fondamentali di correttezza amministrativa».
Progetti in sospeso
«Ma esiste anche un evidente tema politico. – prosegue il gruppo attraverso la capogruppo Daniela Caminotto – L’Amministrazione è stata eletta con una squadra numerosa, presentata ai cittadini come competente e autosufficiente. Eppure, nonostante assessori, consiglieri delegati e incarichi già distribuiti, lo staff continua ad ampliarsi con nuove figure esterne. In un Comune delle dimensioni di Verolengo è lecito domandarsi perché una squadra eletta dai cittadini necessiti di continui rinforzi dietro le scrivanie degli uffici. Nel frattempo il Parco dei Briganti resta chiuso. La Cascinetta di Borgo Revel, riconvertita in Parco dei Briganti grazie ai fondi intercettati nella precedente amministrazione, è ad oggi ancora chiusa nonostante i lavori risultino conclusi. È stata revocata la convenzione all’associazione che gestiva la zona bar-ristoro, in attesa di un nuovo affidamento complessivo che ad oggi non risulta definito. La comunità locale è così rimasta priva di un punto di ritrovo fruibile e aggregante. Il servizio di sfalcio del verde, eliminato pochi mesi prima delle elezioni 2024, non è stato ripristinato. Nella precedente Amministrazione era stato avviato un confronto con Seta per delineare una soluzione strutturata, con l’installazione di cassoni dedicati e la possibile collocazione di un macchinario tritarami nel magazzino comunale. Un percorso che oggi non risulta aver avuto sviluppo. Non risultano interventi strutturati per rafforzare la videosorveglianza nelle zone più a rischio del territorio, come ad esempio nelle aree industriali. Ad alcune associazioni sono state tolte le sedi e sciolte le convenzioni; altre attendono ancora risposte su richieste di contributo utili a potenziare il loro lavoro a favore dei cittadini. Servizi essenziali restano sospesi. Le associazioni attendono. A distanza di due anni dall’insediamento, attribuire sistematicamente le criticità alla precedente amministrazione non è più una spiegazione sufficiente. È il tempo delle responsabilità e delle soluzioni. La trasparenza non può essere una conseguenza delle segnalazioni della minoranza. Deve essere il punto di partenza».
Domande alle quali l’opposizione chiede risposte concrete per la tutela dei cittadini.