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Saluggia, scontro sul locale per la minoranza: il “no” del sindaco Farinelli

Il capogruppo Claudio Relino denuncia la chiusura del Municipio

Saluggia, scontro sul locale per la minoranza: il “no” del sindaco Farinelli

A sollevare il caso è il capogruppo di minoranza Claudio Relino, che esprime forte rammarico per la chiusura dell’Amministrazione nei confronti delle attività del gruppo. «All’Amministrazione comunale avevamo chiesto un locale da adibire agli incontri dei nostri gruppi di lavoro – spiega Relino –. Premettiamo che al gruppo di minoranza è stata assegnata ad inizio del mandato nel 2022 una stanza in via Don Carra, in cui possiamo incontrarci soltanto noi quattro consiglieri, non è possibile quindi utilizzare il locale per incontrarsi con altre persone o ancor meno gruppi di persone. Per questo motivo avevamo richiesto un locale in più per poter incontrare anche i cittadini nella fase di raccolta istanze. Risposta chiara e netta: no su tutta la linea».

La richiesta protocollata ad agosto

Per ricostruire la vicenda occorre risalire all’11 agosto, data in cui i consiglieri di minoranza avevano protocollato la richiesta sollecitando un ulteriore locale o la possibilità di estendere l’uso di quello già assegnato.

La risposta e le motivazioni del sindaco

Nella risposta ufficiale, il sindaco Libero Farinelli ha ricordato che i locali di via Don Carra 5 sono stati concessi con deliberazioni della Giunta comunale n. 93 del 16 settembre 2022 e n. 137 del 29 novembre 2023, con la prescrizione tassativa che vengano impiegati «esclusivamente dai membri del gruppo di minoranza consiliare, per gli adempimenti di competenza, pena revoca dell’autorizzazione». Di qui l’impossibilità, richiamata dal Municipio, di consentire l’accesso a cittadini esterni in tale sede.

Il “no” all’assegnazione di un nuovo spazio

A chiudere la porta ad ogni alternativa è poi l’argomentazione finale della lettera protocollata, in cui il primo cittadino evidenzia come «non può essere accolta la richiesta di assegnazione temporanea di un ulteriore locale comunale da destinare allo svolgimento degli incontri descritti nell’istanza, non disponendo attualmente l’Ente di spazi che, per caratteristiche strutturali, risultino idonei ad ospitare incontri aperti alla cittadinanza». Un’affermazione che la minoranza sottolinea con amarezza e che sancisce l’impossibilità per il gruppo d’opposizione di disporre di una sede pubblica per il confronto diretto con la popolazione.

La ricerca di soluzioni alternative

Di fronte al “muro” alzato dal Municipio, il gruppo di minoranza non intende però fermarsi. Credendo fermamente nell’importanza dell’ascolto e del confronto diretto con la comunità — un principio che ha sempre guidato la propria azione politica —, il gruppo si è subito attivato per cercare e trovare soluzioni alternative.