In un’epoca in cui la politica sembra spesso nutrirsi di like, scatti patinati e narrazioni social, esiste una realtà che non si può scavalcare: quella dei bisogni quotidiani, dei servizi che smettono di funzionare e dei quartieri che chiedono ascolto.
È da questa premessa che prende le mosse la nostra intervista a Clara Marta, capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale a Chivasso e Consigliera Metropolitana.
Una Chivasso a misura di cittadino
Partiamo dai quartieri e dalle frazioni di Chivasso che spesso si sentono abbandonati. E in particolare i servizi, la mobilità e la sicurezza ovvero i problemi reali dei cittadini.
«Questi sono i problemi su cui la politica è chiamata a dare risposte chiare. Ma spesso non succede -dice Marta – La segnalazione arrivata da Castelrosso, portata all’attenzione da Cristina Cerato, dell’edicola tabaccheria della frazione, racconta una difficoltà molto concreta: con il nuovo sistema digitale la biglietteria non riesce più a emettere i biglietti del trasporto pubblico come avveniva in passato.
Un cambiamento presentato come innovazione, ma che nella vita quotidiana rischia di trasformarsi in un problema per molti cittadini.
Non tutti, infatti, hanno dimestichezza con applicazioni e sistemi digitali. Per molte persone, soprattutto anziani o chi non utilizza abitualmente lo smartphone per acquistare un semplice biglietto del bus, diventa improvvisamente più complicato.
Le attività di prossimità, come le tabaccherie o le edicole dei quartieri e delle frazioni, rappresentano da sempre un punto di riferimento importante per servizi essenziali. Quando questi servizi vengono meno, il disagio ricade direttamente sui cittadini».
Il caso frazioni
Ma succede solo nelle frazioni?
«No, anche in altre zone della città emergono segnali di malessere.
Per esempio nei giorni scorsi i cittadini del Comitato Nord Ferrovia si sono mobilitati per chiedere maggiore sicurezza e attenzione sulla viabilità e sui passaggi a livello.
Sono situazioni diverse, ma raccontano la stessa cosa: una città che chiede servizi funzionanti, mobilità accessibile e maggiore sicurezza».
E di fronte a questo la politica che fa?
«Osservando il dibattito pubblico e la comunicazione politica locale, si ha spesso l’impressione che l’attenzione si concentri più su momenti simbolici, follower, conferenze e iniziative di immagine, mentre i problemi concreti della vita quotidiana faticano a trovare la stessa priorità.
E invece è proprio da qui che bisognerebbe ripartire: dal cittadino che ogni mattina apre la propria attività, dal commerciante che alza la serranda e contribuisce a dare vita alla città, da chi ogni giorno chiede semplicemente servizi che funzionino.
Perché una città non si spegne all’improvviso.
Si spegne lentamente, quando ogni giorno si perde un pezzo di attenzione verso i bisogni reali della propria comunità».
L’analisi di Clara Marta tocca davvero i nervi scoperti di una Chivasso che sembra viaggiare a due velocità.
La sua è una critica serrata a una comunicazione istituzionale spesso troppo concentrata su follower e conferenze, mentre i problemi dei commercianti e dei residenti faticano a trovare spazio nell’agenda delle priorità.
Attraverso le sue parole emerge l’identikit di una città che chiede di ripartire dalle basi: dai servizi che funzionano, dalla sicurezza stradale e dal valore sociale di chi, ogni mattina, alza la serranda e tiene vive le frazioni. Perché la vitalità di un territorio non si misura con i «like», ma con la qualità della vita dei suoi cittadini.