A Chivasso si riattiva il progetto di «Chivasso Solidale», guidato da Giovanni Mastroleo, con l’obiettivo di rimettere al centro della politica locale il sostegno agli ultimi e la trasparenza amministrativa.
Verso il voto, il ritorno di «Chivasso Solidale»
Il dibattito politico e sociale nel territorio di Chivasso si arricchisce di un nuovo, importante capitolo che promette di rimettere al centro dell’agenda cittadina i temi dell’inclusione e del sostegno ai più fragili. A Chivasso ritorna infatti «Chivasso Solidale», una realtà che ha in Giovanni Mastroleo (nella foto) uno dei suoi massimi esponenti e che si propone come spazio di riflessione e azione critica rispetto all’attuale gestione amministrativa della città. La decisione di ripartire nasce da un percorso condiviso e da un’analisi attenta delle promesse elettorali rimaste incompiute, un fenomeno purtroppo ricorrente che rischia di allontanare i cittadini dalle istituzioni e di lasciare indietro le periferie e le fasce di popolazione più vulnerabili.
Le ragioni di questo nuovo percorso e i pilastri ideologici del progetto sono stati espressi chiaramente dai promotori attraverso una nota ufficiale che fotografa l’attuale situazione e lancia la sfida per il futuro.
Le critiche alle promesse elettorali e la chiusura del dormitorio
«Da diversi mesi, compagni e compagne, amiche ed amici stiamo discutendo, insieme, sulle vicende amministrative di Chivasso ed in particolar modo su ciò che riguarda la parte sociale.
Come spesso avviene, in campagna elettorale si presentano programmi con tanti propositi di un certo spessore che toccano punti importanti della vita dei cittadini che si vogliono rappresentare per poi, dimenticarsene strada facendo.
La chiusura del Dormitorio, l’abdicare al centrodestra la rappresentanza dei quartieri più disagiati e delle problematiche delle frazioni, il rincorrere la destra sulla (ormai diventato una litania) questione sicurezza, ci inducono a prendere in seria considerazione la “rifondazione” di Chivasso Solidale.
I principi fondamentali: uguaglianza, dignità e periferie
Noi crediamo ad una città dove i cittadini abbiano pari dignità, al di là del “ceto” di appartenenza, dove il centro cittadino sia reso bello e vivibile solo dopo aver risolto le “distanze” di vivibilità di chi vive ai margini della città. Crediamo ancora che discriminare o peggio ancora “criminalizzare” coloro che vivono ai margini della società, senza prima aver fatto di tutto per reinserirli nel tessuto cittadino, sia inumano e ingiusto.
Trasparenza, competenza e rappresentanza sociale
Ancora pensiamo che compito di chi amministra sia quello della massima trasparenza nelle cose che si mettono in atto, senza favoritismi o, peggio ancora, con atti ai limiti dei conflitti d’interesse.
Sempre convinti che amministrare i propri cittadini con competenza e spirito di servizio cominciando dagli “ultimi” sia il massimo che si possa chiedere a chi sceglie di mettersi a disposizione della cittadinanza. Per queste ragioni riteniamo sia necessario ricostruire una rappresentanza sociale che sia in grado di dare voce e chi oggi non ce la, “rifondando” Chivasso Solidale che aveva espresso ed esprime questi principi».