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SALUGGIA

Riapertura della scuola dell’infanzia, l’assessore dice no

Un gruppo di mamme della sezione dei Rossi avevano lanciato un appello a sindaco, assessore all’istruzione e alla dirigente.

Riapertura della scuola dell’infanzia, l’assessore dice no
Scuola Vercellese, 20 Marzo 2021 ore 05:58

Un gruppo di mamme della sezione dei Rossi della scuola dell’infanzia di Saluggia, la scorsa settimana, avevano lanciato un appello a sindaco, assessore all’istruzione e alla dirigente scolastica per riaprire la scuola, per autorizzare la didattica in presenza.

Riapertura della scuola dell’infanzia

Un gruppo di mamme della sezione dei Rossi della scuola dell’infanzia di Saluggia, la scorsa settimana, avevano lanciato un appello a sindaco, assessore all’istruzione e alla dirigente scolastica per riaprire la scuola, per autorizzare la didattica in presenza.

L’assessore dice no

Un punto sul quale interviene l’assessore Adelangela Demaria che spiega:

«Mi riferisco alla lettera aperta di un gruppo di genitori di bimbi/e che frequentano la sezione dei Rossi della Scuola Materna di Saluggia. Premetto che i disagi delle famiglie e di noi tutti in questo periodo molto difficile di incertezza e precarietà sono più che comprensibili, dobbiamo però fare lo sforzo di considerare tutto ciò che ci circonda. Ogni ente che opera nell’Amministrazione pubblica sta cercando le soluzioni più idonee atte a salvaguardare la salute di tutti ed evitare che questa pandemia continui la sua opera devastante di contagi toccando ora ogni fascia di età. E’ vero, lo scorso anno la nostra Amministrazione, in modo anche un po’ coraggioso ma credendo fermamente nell’importanza di far tornare il sorriso e la voglia di giocare e la necessità di stare insieme dei nostri bambini ha organizzato il Centro estivo. Questo in ottemperanza alle restrittive norme di legge arrivate all’ultimo momento, con un piano di sicurezza blindato e fortunatamente tutto si è concluso nel migliore dei modi. Ora la situazione è nettamente diversa, i Decreti legge emanati dal Governo Centrale e Regionale vietano la frequenza in presenza salvo per particolari fasce in esenzione. Sicuramente questa importante decisione è stata presa analizzando dati oggettivi che, personalmente ritengo, non siamo in grado di giudicare e pertanto il nostro obbligo di cittadini e strutture pubbliche è di ottemperare a quanto deliberato dagli organi superiori».

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