Chivasso

Troppi studenti, smembrate tre classi alle medie Cosola: è polemica

I genitori hanno preparato una lunga lettera destinata al Consiglio d'Istituto.

Troppi studenti, smembrate tre classi alle medie Cosola: è polemica
Chivasso, 13 Settembre 2020 ore 09:19

Troppi studenti, smembrate tre classi alle medie Cosola: è polemica.

Troppi studenti, smembrate tre classi alle medie Cosola

Sei studenti dalla 3A, sei dalla 3B, quattro dalla 3F. Sembra essere questo il piano, prospettato ai genitori nella serata di venerdì, per risolvere il problema delle classi troppo numerose alla media “Cosola” di via Marconi, a Chivasso. Sedici studenti, estratti a sorte, che daranno vita alla 3H.

Genitori in rivolta

La notizia non è piaciuta affatto ai genitori degli studenti coinvolti, già provati dal lockdown che ha di fatto cancellato buona parte dello scorso anno scolastico. “Si mettono insieme, in un momento così delicato, ragazzi che non si sono mai visti. E poi c’è il problema dei libri, tutti diversi”.

Una lunga lettera

In attesa di incontrare nuovamente la dirigenza dell’IC Cosola, i genitori hanno affidato le loro perplessità a una lunga lettera destinata ai rappresentanti dei genitori in seno al Consiglio d’Istituto.

Buongiorno,

con la presente noi genitori delle classi 3A-3B e 3F portiamo all’attenzione dei rappresentanti dei genitori in Consiglio d’Istituto una questione emersa durante la riunione con i rappresentanti di classe in data 11/09, a soli tre giorni dalla ripartenza scolastica.
La dirigente ha informato i rappresentanti di classe, e di conseguenza le famiglie, che in data ancora sconosciuta, verrà effettuato un sorteggio durante il quale verranno estratti a sorte (ma tenendo conto dell’omogeneità dei livelli di apprendimento, sfidando quindi le leggi della statistica e della probabilità) 4/6 ragazzi per classe che andranno a formare una nuova sezione, la H, che, al momento è sprovvista di docenti. Tutto ciò a causa dell’emergenza Covid, per questioni di distanziamento e di gestione degli spazi.

Premesso ciò noi genitori desideriamo portare alcune riflessioni alla Vostra attenzione.

A livello tecnico avremmo necessità di:

visionare le planimentrie delle aule
verificare le percentuali a seguito dell’ampliamento degli spazi tramite la scuola Marconi

Questo perchè siamo motivati a dare il nostro apporto alla ricerca di una soluzione più consona alla risoluzione del problema.

A livello psicologico invece ci permettiamo di sottolineare che:

i nostri ragazzi sono reduci da 6 mesi di lontananza forzata dal loro gruppo classe. Durante il lockdown, in un clima generale di incertezze e paure, i ragazzi hanno dovuto adattarsi ad un grande ed improvviso cambiamento, a poco a poco hanno perso pezzi fondamentali della loro vita: la scuola, le relazioni con compagni ed insegnanti, le attività sportive e ludico-ricreative. Il dolore di queste perdite è stato amplificato per i ragazzi appartenenti a famiglie in difficoltà, con tutti i disagi che ne sono scaturiti, e con il rischio di sviluppare ansia, preoccupazioni e disturbi psicologici di vario genere. Ma soprattutto hanno sperimentato emozioni, che vanno e andranno elaborate e regolate con l’aiuto delle figure di riferimento, genitori ed insegnanti. Adesso si sta finalmente permettendo loro di riconquistare parte di ciò che è stato perduto per molti mesi: un ritorno alla normalità, al gruppo classe, seppur con regole e attenzioni particolari. E tutti sperimenteranno questo nuovo “inizio”. Per i ragazzi delle nostre 3 classi, però, ci sarà una nuova fonte di ansia, che questa volta deriva dalle decisioni di quegli stessi adulti che dovrebbero tutelarne la salute psicologica: la scuola, i loro insegnanti, la loro dirigente. La spada di Damocle di essere “sorteggiati”, allontanati da quel gruppo al quale aspettavano di ricongiungersi da 6 mesi, e catapultati in una nuova realtà, con insegnanti nuovi (che peraltro ci chiediamo quando arriveranno) e compagni nuovi.
L’emergenza sanitaria è una questione che riguarda tutti ma, evidentemente, in una scuola numerosa come la Demetrio Cosola, dovrà avere ricadute solo su16 ragazzi, che saranno penalizzati a livello psicologico, ma anche scolastico, visto l’ormai noto legame tra funzioni emotive e funzioni congnitive.
Desideriamo infatti sottolineare le evidenti difficoltà a livello didattico che questa soluzione potrebbe generare: saranno uniti studenti di 3 classi, con libri di testo differenti, quindi questo alimenterà ulteriori confusioni e difficoltà nella gestione dello studio e dei compiti, in ragazzi che hanno già, nel loro curriculum formativo, metà anno scolastico svolto in maniera emergenziale con la DAD, e questo non potrà che peggiorare le difficoltà degli alunni con eventuali carenze o lacune. Ipotizzando poi, come ci è stato comunicato, che ad emergenza finita, la classe verrà ri-smembrata e ogni ragazzo tornerà nella “vecchia” sezione, possiamo ancora una volta immaginare ulteriori complicazioni nel ritrovarsi in un percorso diverso e con altri, e in alcune materie, nuovi insegnanti.
Ultima nota: se i nostri figli sono “a rischio” a causa del mancato distanziamento, riteniamo che la formazione della nuova classe avrebbe dovuta essere fatta prima del rientro a scuola, in questo modo i nostri figli passeranno ancora dei giorni in una situazione di rischio, dato che fino all’estrazione saranno tutti insieme nelle rispettive terze.
Concludiamo con una riflessione sul fatto che la nostra scuola ha sempre dimostrato un’attenzione particolare all’inclusione e allo sviluppo emotivo e psicologico dei ragazzi, in questo caso invece questo aspetto viene ampiamente sottovalutato, senza neanche prendere in considerazione ipotesi alternative. Chiediamo pertanto di riprendere in esame questa decisione e di vagliare nuove ipotesi di risoluzione del problema “spazi”, impegnandoci noi genitori in prima persona a collaborare in tal senso.

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