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A Chivasso, palestre chiuse «causa Coronavirus»: sport in ginocchio

Ripartire, ora, non è certamente semplice, ma è indispensabile per tornare verso la normalità.

A Chivasso, palestre chiuse «causa Coronavirus»: sport in ginocchio
Chivasso, 04 Luglio 2020 ore 06:01

Poco per volta lo sport sta cercando di rimettersi in moto. Molte società sono ferme dalla fine del mese di febbraio, quando il lockdown ha costretto lo stop di tutte le attività.

Palestre chiuse

Ripartire, ora, non è certamente semplice, ma è indispensabile per tornare verso la normalità. Con l’estate, gran parte delle società stanno provando a sfruttare gli spazi esterni per rilanciare lo sport a livello locale. Tutti guardano al futuro fiduciosi, convinti che tutto possa, in qualche modo tornare come prima, alla luce dei dati che testimoniano un deciso calo della virulenza del virus sul nostro territorio, ma i problemi potrebbero essere dietro l’angolo.

Cosa accadrà a settembre?

Cosa succederà a settembre se le palestre in orario extra scolastico non saranno più concesse per svolgere attività sportiva? La risposta, purtroppo si conosce già. Se questo dovesse essere lo scenario lo sport di base rischierebbe davvero di essere cancellato.

La situazione locale

Anche a Chivasso, in queste settimane, associazioni sportive, Comune e dirigenti scolastici stanno cercando di affrontare questa questione. Tutti consapevoli dell’importanza che lo sport non finisca. Sono tante però le considerazioni da fare, allo stato attuale della situazione. Il Governo ha, nei giorni scorsi, presentato le linee guida per la riapertura delle scuole. In base a queste spetta, ora, ai dirigenti scolastici fare le opportune valutazioni per vedere come poter sistemare le classi, come sfruttare tutti gli spazi a disposizione. Poi, una volta chiarito questo aspetto, associazioni, Comune e scuola potranno valutare insieme il modo migliore per dare spazio allo sport, nel rispetto delle norme anti Covid, naturalmente.

La rete delle associazioni

Per cercare di mantenersi aggiornate in tempo reale su tutti gli sviluppi e mantenere un dialogo diretto anche con il Comune, le associazioni chivassesi stanno facendo rete. «La prospettiva che a settembre le palestre possano restare chiuse allo sport spaventa un pochino tutti – commenta Maria Luisa Zenti, presidente della Concordia di Ginnastica Ritmica – anche perché questo significherebbe la fine dell’attività di base. Proprio in quest’ottica speriamo davvero di poter avere a disposizione gli spazi come è accaduto nel periodo pre -Covid. Siamo tutti assolutamente consapevoli delle nostre responsabilità e dell’importanza di rispettare tutte le norme anti -contagio». Aggiunge il presidente della pallacanestro Chivasso Rudy Cena: «Aspettiamo, al momento da nessuna parte abbiamo avuto comunicazioni sul fatto che le palestre a settembre non potranno essere utilizzate. Sono fiducioso. Sono appena state presentate le linee guida per il riavvio delle scuole ed è interesse di tutti fare in modo che lo sport possa andare avanti anche perché per la nostra realtà l’attività sportiva ha prima di tutto un grande valore sociale». Puntualizza Giulia Mazzoli, del club scherma Chivasso: «Sono ottimista verso il futuro, anche perché ho visto un impegno concreto in questa direzione da parte di tutti gli Enti, compreso il Coni regionale, con il presidente Porqueddu, che sta facendo un ottimo lavoro anche nel rapporto con le parti politiche. La situazione deve sbloccarsi in maniera favorevole anche perché il contrario vorrebbe dire la morte dello sport». Ottimista anche il vice presidente della Fortitudo Adriano Pasteris: «In questo momento stiamo facendo rete tra associazioni, nel rapporto con le istituzioni. E questo è sicuramente un aspetto positivo anche verso il futuro». Dal fronte dell’Amministrazione, a fare il punto della situazione è l’assessore allo Sport Tiziana Siragusa: «Stiamo lavorando in questi giorni per affrontare il problema. E’ un lavoro difficile. I dirigenti scolastici stanno facendo l’analisi alla luce delle linee guida per la scuola. Nelle prossime settimane potremo avere risposte più concrete».

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