Pallone d’Oro, Bongiovanni, cuore e grinta: l’anima della Juniores tra umiltà e spirito di squadra

Il sondaggio è giunto al giro di boa

Pallone d’Oro, Bongiovanni, cuore e grinta: l’anima della Juniores tra umiltà e spirito di squadra

Con l’avvicinarsi del termine della stagione calcistica, scatta ufficialmente oggi il conto alla rovescia finale per il Pallone d’Oro de la Nuova Periferia di Chivasso e Vercellese. Il fischio d’inizio del grande atto conclusivo è arrivato e la sfida entra nella sua fase più calda e definitiva: con la fine del campionato, infatti, calerà il sipario anche sul nostro gioco sondaggio. Non c’è più spazio per i calcoli a lungo termine o per le attese, perché ogni mercoledì che ci separa dal verdetto diventa un’ultima, irripetibile chiamata per sostenere i talenti del territorio e decidere chi salirà sul gradino più alto del podio.

Pallone d’Oro, Bongiovanni, cuore e grinta: l’anima della Juniores tra umiltà e spirito di squadra

Per i leader della classifica ogni voto raccolto rappresenta lo scudo necessario per difendere il primato dagli attacchi degli inseguitori, mentre per chi si trova nelle retrovie questo è il momento del tutto per tutto. La scalata verso la vittoria richiede ora uno sforzo corale, perché in un campionato che volge al termine anche un solo punto può spostare gli equilibri e trasformare un piazzamento d’onore nel trionfo più ambito della stagione.

Ricordiamo a tutti i lettori che il tagliando ufficiale per partecipare a questo atto conclusivo è presente esclusivamente sull’edizione cartacea in edicola ogni mercoledì.

Oggi incontriamo Fabio Bongiovanni, uno dei pilastri della categoria Juniores dell’Asd Crescentinese. Calciatore concreto e uomo squadra, Fabio vive il calcio con la giusta miscela di agonismo e umiltà: dai primi ricordi d’infanzia fino alle sfide più sentite sul campo, ci racconta cosa significa per lui indossare questa maglia e l’importanza di non smettere mai di imparare.
Qual è il primo ricordo che hai con un pallone tra i piedi? C’è stata una persona in particolare che ti ha trasmesso questa passione?
«Il primo ricordo è nel giardino di casa, con un pallone e le porte fatte con due zaini. La passione me l’ha trasmessa mio padre: guardavamo le partite insieme e poi scendevamo subito a imitare i campioni».
Ti ricordi la tua primissima partita ufficiale? Cosa hai provato quando hai indossato la maglia della squadra per la prima volta?
«Sì, ero emozionatissimo. Indossare la maglia è stato speciale: un misto di orgoglio e responsabilità».
Se dovessi descriverti come calciatore usando solo tre aggettivi, quali sceglieresti?
«Determinato, generoso, competitivo».
Hai qualche gesto scaramantico o una “routine” particolare che ripeti sempre prima di entrare in campo?
«Sì, allaccio sempre prima la scarpa destra e poi la sinistra, e prima di entrare in campo tocco il terreno con la mano».
Qual è stata la partita più difficile che hai giocato finora e cosa ti ha insegnato, al di là del risultato finale?
«Una finale persa ai rigori. Mi ha insegnato che anche nelle sconfitte si cresce tanto e che bisogna restare lucidi nei momenti decisivi».
Se potessi “rubare” una qualità tecnica a un grande campione del presente o del passato, quale sceglieresti e perché?
«Drebling di Yildiz è uno dei pochi in seria A, capace di saltare l’uomo e creare superiorità numerica, che unica al suo gran tiro,lo rende unico in tutti i ruoli di attacco».
Qual è la cosa per te più gratificante in campo? Perché?
«Fare un assist o un goal decisivo: è il modo più bello per condividere il gioco con i compagni».
Cosa ti pesa meno fare per il calcio?
«Allenarmi. Anche quando non ho voglia, so che è quello che mi fa migliorare».
Qual è il consiglio più prezioso che un tuo allenatore ti ha dato finora e che porti sempre con te dentro e fuori dal campo?
«“Gioca semplice, ma gioca bene.” L’importante non è fare solo i goal bello,ma soprattutto quelli brutti”».
Hai una tua esultanza “marchio di fabbrica”?
«Non proprio fissa, ma spesso punto il dito verso chi mi ha fatto l’assist: è un modo per dire che il gol è di tutta la squadra».