CALUSO

Agricoltura, piogge e freddo mettono a rischio il raccolto

Colpo di scure per colture come mais, vitigni e frutteti a causa delle temperature

Agricoltura, piogge e freddo mettono a rischio il raccolto
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Le condizioni climatiche instabili che stanno caratterizzando queste ultime settimane, sia dal punto di vista delle precipitazioni spesso intense che da quello delle temperature incostanti sia nei valori massimi che in quelli minimi che causano tassi di umidità inconsueti, sicuramente non è un toccasana per le colture in generale e a essere penalizzate sono anche le coltivazioni locali.

Piogge e freddo mettono a rischio il raccolto

«Certamente l’umidità accumulata in questo periodo non fa bene né alle colture quali il mais, l’erba, il grano né alle viti – dichiara Luca Chiaro agricoltore calusiese e vicesindaco – in queste condizioni, se perdurano, sarà difficile fare il fieno e anche il mais sarà penalizzato, soprattutto dove il terreno è argilloso e quindi c’è ristagno idrico, anche perché le falde sottostanti, a differenza dello scorso anno, sono ricche di acqua e questo è positivo per quanto riguarda l’eventuale contrasto alla siccità, ma sicuramente non va bene in questo momento per le nostre colture».

Il senso di impotenza, in casi come questo, va a sommarsi alla preoccupazione per chi sul campo c’è ogni giorno e teme, ed è più che comprensibile, che il frutto del suo lavoro venga largamente compromesso.

Le parole di Actis Perinetto

«Purtroppo, anche le previsioni meteorologiche non sono delle migliori – dice Lodovico Actis Perinetto coltivatore agricolo rodallese e presidente Consorzio canale Demaniale di Caluso – il problema delle precipitazioni, oltre a danneggiare potenzialmente e a volte realmente le colture, sono le conseguenze.
E per conseguenze intendo l’umidità che ristagna sul terreno e le conseguenti nebbioline mattutine che vediamo avvolgere al mattino i nostri campi, i nostri frutteti e le nostre vigne.
Tutto questo non è salutare per le coltivazioni in quanto l’umidità persistente fa sviluppare tipologie di funghi che danneggiano le piante e la loro crescita naturale, questo vale anche i frutti e la loro maturazione. Questo cosa comporta?
Che purtroppo poi si rende necessario un maggior numero di trattamenti per salvaguardare il raccolto.
Lo scorso anno avevamo il problema inverso, cioè quello della siccità e proprio in questo periodo la nostra preoccupazione sul come irrigare i campi era quotidiana. Oggi, almeno per il momento, questo problema non c’è, ma ce n’è uno altrettanto importante e gravoso da contrastare».

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