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Branco di cinghiali distrugge un campo di asparagi a Verrua Savoia

La denuncia di coldiretti: "Negli anni, animali sempre più grandi"

Branco di cinghiali distrugge un campo di asparagi a Verrua Savoia
Cronaca Chivasso, 10 Febbraio 2021 ore 09:27

Branco di cinghiali distrugge un campo di asparagi a Verrua Savoia.

Branco di cinghiali distrugge un campo di asparagi a Verrua Savoia

In località Benne di Verrua Savoia è presente un branco di quindici cinghiali che, di notte, sta recando ingenti danni a un’asparagiaia dell’azienda agricola di Valter Olivero. L’asparago ha un ciclo colturale poliannuale e le radici estirpate dai cinghiali non produrranno mai più.

La denuncia di Coldiretti

Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, afferma: «I cinghiali per l’agricoltura sono la principale emergenza della collina chivassese. Negli ultimi cinque anni il problema è diventato esponenziale. Se parliamo del numero di domande presentate dalle aziende agricole della zona abbiamo avuto l’apice nel 2019, con un +50 per cento, rispetto al 2018. Il ricorso al Tar, Tribunale amministrativo regionale, vinto dagli animalisti nel 2019 ha sospeso gli interventi dei selecontrollori per quasi un anno, portando alla proliferazione della specie».

I cinghiali sono cambiati

«I cinghiali - aggiunge Galliati - non sono come quelli di 20-30 anni fa che raggiungevano le dimensioni di 40-50 chilogrammi e si limitavano a una cucciolata l’anno. Oggi si sono adeguati e hanno colonizzato i nostri territori, dove si alternano campi coltivati e ampi boschi. Attualmente ci troviamo davanti ad animali che superano i 100 chilogrammi di peso e si riproducono con 2-3 cucciolate all’anno, arrivando a partorire anche cinque nuovi esemplari per nidiata. Il numero dei cinghiali: questo è il problema principale di questo areale perché, specialmente le aziende zootecniche che impiegano le produzioni per alimentare i loro animali hanno smesso di coltivare mais e soia, preferendo acquistarla così almeno sanno quanto vanno a spendere. Seminare queste colture per farsele distruggere dai cinghiali è cosa non opportuna. I coltivatori vogliono portare a casa i raccolti e non coltivare i danni».

Agricoltori con il fucile

Andrea Repossini, direttore Coldiretti Torino, aggiunge: «Con l’ultima approvazione del nuovo piano per gli abbattimenti dei cinghiali della Regione Piemonte, gli agricoltori provvisti di porto d’armi, dietro la frequentazione di corsi specifici, possono cacciare i cinghiali sui terreni di loro proprietà. L’approvazione del Piano ha fatto sì che negli ultimi due anni non ci siano più stati ricorsi al Tar. Nonostante gli abbattimenti di cinghiali eseguiti negli ultimi due anni, il problema rimane. Una emergenza che non riguarda solo le aziende agricole, ma sta diventando anche un problema di sicurezza, per i numerosi incidenti stradali degli ultimi mesi».

Danneggiati i prati

Giancarlo Chiesa, segretario della Coldiretti della Zona di Chivasso, informa: «In queste settimane i danni dei selvatici sono a carico dei prati con la distruzione della cotica erbosa e dei cereali autunno vernini, frumento e orzo in particolar modo. Non trovando null’altro da mangiare i cinghiali si sono orientati sulle colture orticole invernali, arrivando a fare danni anche a quelle sotto tunnel. Nel chivassese ci sono cento aziende agricole produttrici di ortaggi a chilometro zero. Produzioni stagionali che le aziende in vendita diretta commercializzano nei mercati dei comuni della zona, fino ad arrivare al mercato dei contadini di Porta Palazzo. Non ultimo, l’attacco a un’asparagiaia nel comune di Verrua Savoia».

Anni di lavoro buttati

«Se i cinghiali distruggono un’asparagiaia – puntualizza Giancarlo Chiesa – la perdita colturale non è solo di un anno, come per esempio potrebbe accadere con un campo di insalata o peperoni, ma provoca un danno anche per gli anni futuri. Se il cinghiale entra in un’asparagiaia e grufola le radici, estirpandole, ci saranno ripercussioni produttive per tutti gli anni rimanenti della durata dell’asparagiaia, quindi per i prossimi 10-15 anni. Nel caso specifico di Verrua Savoia l’asparagiaia è di 5 anni, ciò significa che l’orticoltore ha coltivato il terreno ad asparagiaia per i primi tre anni senza poter raccogliere, bisogna infatti dare la possibilità alla giovane pianta di sviluppare le radici. L’anno scorso - quarto anno di impianto - ha iniziato a raccogliere asparagi per un mesetto in modo da non sfruttare troppo la pianta e, da quest’anno, taglierà i pregiati turioni per tutto il ciclo produttivo pari a 60 giorni, nei mesi di aprile e maggio. Questo significa che ai danni dei cinghiali sulle asparagiaie non è possibile trovare una soluzione: sono irrimediabili».

Servono provvedimenti ad hoc

Andrea Repossini chiude così: «I danni nell’areale chivassese sono ingenti, per tanto a fronte di questa emergenza bisogna intervenire con provvedimenti ad hoc. Come Coldiretti abbiamo chiesto alla Città metropolitana di Torino di aumentare il numero delle guardie per gli interventi notturni di abbattimento che si dimostrano una misura efficace. La città metropolitana di Torino conta soltanto su tre guardie, molto poche rispetto a quelle di anni fa. Se riuscissimo almeno ad aumentarle per gli interventi notturni potremmo forse riuscire a dare ai nostri agricoltori la possibilità di vedere ridurre i danni alle loro colture».