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Marisa Mezzo, una nonna sprint

Ha dedicato tutta la sua vita alla famiglia e al lavoro.

Marisa Mezzo, una nonna sprint
Cronaca Chivasso, 18 Aprile 2021 ore 05:56

Una storia d’amore quella di Marisa Mezzo e di suo marito Angelo Vai da fiaba dove il loro sentimento puro li ha accompagnati per 70 anni. E sì, perché Marisa ha conosciuto suo marito dal giorno in cui è nata.

Marisa, una nonna sprint

«Sono nata il 19 ottobre 1928 a Verolengo – Inizia a raccontare Marisa – ma i miei genitori, Maddalena Cha e Lorenzo Mezzo vivevano in frazione Piazzo a Lauriano (paese di origine di mia mamma mentre mio papà era di Verolengo).
Mio marito Angelo era nostro vicino di casa, e aveva 13 anni in più di me. Quando ero neonata lui veniva a casa mia e mi cullava e quando lo faceva io mi tranquillizavo e mi addormentavo molto più facilmente rispetto a quando ero tra le braccia di mia mamma o di mia nonna. Mia mamma diceva ad Angelo: “Cullala e poi la sposi”.
E così è stato: quando ho compiuto 18 anni ci siamo sposati. E’ stata una vita piena d’amore la nostra differenza d’età non è mai stato un problema. Ci volevamo molto bene, avevamo caratteri differenti e io cercavo sempre di accontentarlo e poi con calma gli spiegavo il mio punto di vista sulle singole situazioni che si presentavano.
Ci siamo trasferiti a Torino, Angelo ha lavorato sino a quando è andato in pensione ai Grandi Motori della Fiat, io invece ero custode e portinaia delle case Fiat. Un lavoro, anche il mio, che ho svolto sino all’età pensionabile».

Una donna solare

Il carattere solare e aperto ha fatto sì che Marisa fosse sempre ben voluta da tutti. «A Torino, nel palazzo in cui vivevo – dice nonna Marisa – c’erano 64 famiglie, ma per me è come fosse stata una sola. Volevo bene a tutti ed ero sempre disponibile anche quando i vigili o dei passanti chiedevano indicazioni. Abbiamo vissuto a Torino sino al 1998, anno in cui sono rimasta vedova e mi sono trasferita qui a Chivasso». E poi ci parla di ciò che le piace fare: «Ho sempre avuto una passione: allevare canarini, attualmente ne ho sei coppie. Un amore che mi ha trasmesso mio marito. Angelo inoltre andava a caccia insieme a mio papà con cui aveva un forte legame di amicizia. Un’altra mia “passione” è andare a bere il caffè con le amiche da mio nipote all’XXL di Chivasso». Marisa aveva una sorella, Carla, e un fratello Gilberto Marco Bruno, che è morto a soli 18 mesi. Dall’unione tra Marisa e Angelo sono nati due figli: Enzo nel 1952 e Laura nel 1971. Marisa è una nonna premurosa e amorevole circondata dall’affetto dei suoi quattro nipoti: Fabrizio, Diego, Lorenzo e Sofia.
Marisa da ragazza frequentava la chiesa, l’oratorio, insegnava catechismo e andava dalle suore per imparare a cucire. Questo sino a quando, giovanissima si è sposata con il suo amore di sempre. Ed è proprio quando era adolescente che fu protagonista, insieme a suo papà di un fatto molto importante. «Era il 1945 e io e mio papà – racconta Marisa – trovammo un giovane di Castelrosso, ucciso in strada e abbandonato.
Io e mio papà lo trasportammo in chiesa. Era un garibaldino, il suo nome di battaglia era Alfredo e si recava a Piazzo perché veniva a trovare la sua fidanzata.
Non era armato, ma gli trovammo delle munizioni. Ricordo bene quell’episodio e anni dopo mi feci accompagnare nel cimitero di Castelrosso per vedere dove fosse sepolto il giovane».

Quando ebbe come vicino Gipo Farassino

Ma c’è anche un fatto curioso che questa nonnina sprint ci racconta…
«A Torino ho abitato anche in via Cuneo al civico 5 bis, proprio di fronte a Gipo Farassino.
Proprio a quella via, Gipo ha dedicato una canzone. Dopo tanti anni sono andata con mio figlio Enzo ad una serata di Gipo e mi avvicinai a lui dicendogli che lo conoscevo.
Lui in un primo momento non si ricordava di me poi, gli nominai via Cuneo e allora risposte: “Lei è la sposina del primo piano…” .E’ stato un incontro molto piacevole e quando ero a Torino ricevetti persino la visita di una suora di Piazzo che avevo conosciuto da giovanissima».
Marisa, tre settimane fa ha ricevuto la seconda dose del vaccino anti-Covid e ha sottolineato quanto la pandemia abbia condizionato la vita anche delle persone anziane come lei. Marisa può contare sull’affetto dei suoi familiari che non mancano mai di circondarla di premure. Marisa con i suoi 92 anni ha una vitalità che non ha nulla da invidiare ad un giovane.