SALUGGIA

Comprensorio Sorin si trasforma di un distretto biomedicale

Questa la decisione della Regione Piemonte dopo la crisi, poi rientrata, annunciata a novembre da LivaNova.

Comprensorio Sorin si trasforma di un distretto biomedicale
Vercellese, 27 Giugno 2020 ore 08:59

Comprensorio Sorin di Saluggia si trasforma di un distretto biomedicale. Questa la decisione della Regione Piemonte dopo la crisi, poi rientrata, annunciata a novembre da LivaNova.

Comprensorio Sorin, il dopo crisi

Era il novembre scorso quando la società LivaNova Plc aveva annunciato, durante un’assemblea con i suoi dipendenti, la volontà di trasferire il reparto di valvole cardiache biologiche in Canada, a Vancouver. Scelta che avrebbe portato al licenziamento degli 83 «angeli del cuore», cioè di quegli operai, principalmente donne, che lavora con estrema precisione in quel reparto, fiore all’occhiello del comprensorio. Sin dalla comunicazioni i lavoratori guidati dai sindacati si erano opposti. Erano stati organizzati scioperi contro questi licenziamenti, contro questa politica che nemmeno le Amministrazioni locali e regionali accettavano. Con i lavoratori, infatti, c’erano gli esponenti politici dei Comuni anche vicini a Saluggia e i rappresentanti della Regione Piemonte tra cui i consiglieri Gianluca Gavazza e Carlo Riva Vercellotti. Incontri e tavoli tecnici hanno poi scongiurato la chiusura del reparto perché poco prima di Natale la bella notizia, le valvole cardiache biologiche restano in Italia. Un impegno importante dell’azienda a fronte di impegni importanti presi dagli enti, dal Comune che ha deciso di iniziare l’iter per la realizzazione dell’argine alla Provincia di Vercelli che realizzerà la rotonda lungo via Crescentino.

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Distretto biomedicale d’eccellenza

La Regione invece si è presa un altro impegno come ha spiegato ancora lunedì scorso, durante il Consiglio regionale, l’assessore al lavoro Elena Chiorino: «La crisi LivaNova è stata scongiurata ma come Regione ci siamo impegnati per far leva su quello che questo sito può essere, perché deve essere ritenuto un centro biomedicale di grande eccellenza e lo si può grazie alla collaborazione del territorio e degli enti. Nell’ottenere questa revoca della crisi, infatti, ci siamo impegnati per valorizzare il polo anche sul fronte della ricerca e dello sviluppo.
Già prima dell’emergenza Covid19 eravamo consapevoli che quello doveva essere un distretto biomedicale vista ma in questa pandemia ha dimostrato ancor di più il suo valore, la sua utilità e la sua potenzialità nonché la capacità. E’ un’alta eccellenza del nostro territorio e per questo motivo stiamo cercando la collaborazione delle università, con la loro sinergia sarà ancor più possibile un suo sviluppo. Il comprensorio Sorin, infatti, non deve essere visto solo come una potenzialità per Saluggia ma per l’intera Regione Piemonte in ambito non solo nazionale ma anche europeo».

Il futuro del territorio

Un commento su questa situazione arriva anche dal consigliere regionale Gavazza che ha sempre seguito la questione: «Nella vita non bisogna sperare di avere delle buone carte, ma bisogna saper giocare bene quelle che abbiamo. E così è stato fatto dalla Regione, quando LivaNova ha annunciato (e poi annullato) gli 83 licenziamenti facendo leva sulle potenzialità del polo biomedicale, da anni sul territorio. La pandemia, successivamente, non ha fatto che sottolinearne la rilevanza scientifica. Oggi sul tavolo vediamo lavoratori confermati e un disegno importante per la creazione di un Distretto Biomedicale di Alta Eccellenza, piemontese, in collaborazione con le università. Un’azione strategica per il nostro territorio che ha evitato il rischio di un’emorragia occupazionale per le circa 2 mila persone che lavorano nel polo produttivo di Saluggia e che da un futuro al nostro territorio».

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